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NIS2, tempo extra fino al 31 luglio ma solo per pochi: occasione o boomerang?

La proroga ACN sull’aggiornamento dei dati NIS2 offre un vantaggio competitivo solo ad alcune aziende. Ecco cosa cambia e come sfruttarlo.

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)

Indice dei contenuti

  • Perché ACN ha deciso di concedere più tempo
  • Vantaggi per chi sfrutta bene il tempo extra
  • Raccomandazioni finali
  • Visione strategica: oltre la compliance

Perché ACN ha deciso di concedere più tempo

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha deciso di estendere al 31 luglio 2025 la scadenza per la trasmissione delle informazioni previste dalla direttiva NIS2, ma solo per le organizzazioni che hanno formalmente richiesto supporto tecnico.

Una mossa che riflette la consapevolezza istituzionale sulle difficoltà che molte aziende, soprattutto le PMI, stanno affrontando nell’adeguarsi a un impianto normativo tanto ambizioso quanto complesso.

I settori coinvolti nella proroga

I comparti interessati dal provvedimento sono quelli ad alto impatto sistemico. Parliamo di:

  • Energia e utilities (elettricità, gas, acqua)
  • Trasporti (aerei, ferroviari e navali)
  • Sanità digitale
  • Banche e finanza
  • Infrastrutture digitali (cloud e data center)

Tutti ambiti dove una falla informatica può trasformarsi in un danno nazionale.

Cosa cambia sul piano operativo

Chi rientra nella proroga ha due mesi in più per:

  • rafforzare la governance
  • migliorare i sistemi di monitoraggio
  • formare personale sulla gestione degli incidenti

Ma attenzione: questa finestra non è una pausa, bensì una chance per accelerare con metodo e colmare le lacune più gravi.

Vantaggi per chi sfrutta bene il tempo extra

Per le aziende virtuose, questa proroga significa:

  • più tempo per investire in SIEM e tecnologie di threat intelligence
  • formazione mirata del personale
  • possibilità di impostare una vera resilienza informatica

Un’occasione per trasformare l’obbligo normativo in leva competitiva.

Ma c’è anche un rischio concreto

Chi vive la proroga come un pretesto per rimandare rischia grosso. Le cyber minacce non attendono le scadenze burocratiche e ogni ritardo può significare violazioni, sanzioni e danni reputazionali.

Come organizzarsi: strategia in tre fasi

  1. Assessment: mappare i gap rispetto ai requisiti NIS2.
  2. Pianificazione: creare un piano concreto, con tempi e budget chiari.
  3. Implementazione: attivare in modo graduale le contromisure più urgenti.

Dove investire subito

Tra le priorità tecnologiche:

  • Sistemi SIEM
  • Soluzioni di backup e disaster recovery
  • Automazione nei processi di sicurezza
  • Incident Response Plan con scenari realistici

Dopo il 31 luglio: cosa aspettarsi

Una volta scaduta la proroga, ACN aumenterà i controlli. Le aziende che si saranno preparate potranno affrontare le ispezioni con serenità e fare leva sulla compliance per distinguersi.

Raccomandazioni finali

Ogni azienda dovrebbe attivare subito un team multidisciplinare NIS2, con competenze cyber, legali e di business continuity, in diretto contatto con il top management.

Visione strategica: oltre la compliance

Chi considera la compliance NIS2 solo come un dovere rischia di perderne il potenziale. Investire oggi in cyber security significa reputazione, fiducia e accesso privilegiato a nuovi mercati.

La proroga ACN è un’opportunità, ma solo per chi la vive come un acceleratore di maturità digitale. Altrimenti, sarà un boomerang.

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