Indice dei contenuti
- Un blackout senza precedenti: X sotto attacco
- Il Dark Storm Team rivendica l’attacco
- Musk accusa l’Ucraina, ma gli esperti lo smentiscono
- Precedenti sospetti e un futuro incerto
Un blackout senza precedenti: X sotto attacco
Una giornata turbolenta per X, il social di Elon Musk, che ha subito un massiccio attacco informatico causando problemi di accesso in tutto il mondo.
I primi disservizi si sono verificati in mattinata, con un picco alle 10:55, ma la situazione si è aggravata nel pomeriggio, quando Downdetector ha segnalato nuove anomalie a partire dalle 17:00 ora italiana.

Musk ha subito denunciato l’accaduto, sostenendo che l’attacco fosse opera di un gruppo coordinato o di un Paese ostile. “Veniamo attaccati ogni giorno, ma questo è stato fatto con molte risorse“, ha dichiarato in un post su X. Poco dopo, la piattaforma è tornata online, ma l’ombra della cyber guerra resta.
Il Dark Storm Team rivendica l’attacco
A gettare benzina sul fuoco è stato il gruppo Dark Storm Team, che ha rivendicato l’operazione su Telegram, affermando di aver colpito Italia, Israele, Germania, Francia e Iran.
Fondato nel 2023, il collettivo è noto per le sue tattiche avanzate di cyber guerra e le incursioni nei sistemi governativi. Secondo il gruppo Orange Cyberdefense, il Dark Storm Team avrebbe un’agenda filo-palestinese e avrebbe già promesso nuovi attacchi contro i siti della NATO e dei Paesi alleati di Israele.
Musk accusa l’Ucraina, ma gli esperti lo smentiscono
Nel tentativo di individuare i colpevoli, Musk ha dichiarato a Fox Business che gli attacchi provenissero da indirizzi IP ucraini, senza però fornire prove concrete. Tuttavia, un report pubblicato da Wired ha sollevato forti dubbi sulla sua versione.
Secondo gli esperti di sicurezza, non ci sarebbero evidenze che indirizzi IP ucraini abbiano avuto un ruolo significativo nell’attacco DDoS che ha paralizzato X.
Anzi, un ricercatore ha rivelato che l’Ucraina non figurava nemmeno tra i primi 20 Paesi coinvolti.
Inoltre, è emerso che X potrebbe aver subito l’attacco per una scarsa protezione dei propri server, che risultavano pubblicamente accessibili e non adeguatamente difesi da Cloudflare, il sistema utilizzato per proteggere le piattaforme dai DDoS.
Precedenti sospetti e un futuro incerto
Non è la prima volta che Musk denuncia un attacco informatico senza fornire dettagli chiari.
Già lo scorso anno, aveva attribuito un guasto durante una diretta con Donald Trump a un “massiccio attacco DDoS“, ma indagini successive avevano rivelato che si trattava di problemi tecnici interni. L’episodio solleva interrogativi sullo stato di sicurezza di X e sulla sua vulnerabilità a nuovi attacchi.