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Approfondimento Tech

Sicurezza IoT e OT nell’era dell’Edge AI

Come proteggere dispositivi IoT e OT nell’era dell’Edge AI: rischi, vulnerabilità e strategie di sicurezza avanzata.

cyber security moderna

Indice dei contenuti

  • Cos’è l’Internet of Things (IoT)
  • Cos’è la Operational Technology (OT)
  • Differenza tra IoT e OT
  • Le principali vulnerabilità della sicurezza IoT e OT
  • L’era dell’Edge AI: intelligenza distribuita e nuove minacce
  • Esempio pratico: Scansione di rete per dispositivi IoT
  • Strategie di difesa e mitigazione
  • Caso reale: l’attacco a una rete OT tramite dispositivo IoT

La sicurezza IoT e OT è oggi uno dei pilastri più complessi e cruciali della cyber security moderna. Le reti aziendali non sono più costituite soltanto da server, workstation e dispositivi mobili, ma da un ecosistema di oggetti connessi sensori, telecamere, robot industriali, PLC, sistemi HVAC, badge biometrici, contatori intelligenti, droni, dispositivi medici e molto altro che dialogano tra loro e con il cloud.

Con l’avvento dell’Edge AI, ovvero l’intelligenza artificiale distribuita che elabora i dati localmente sui dispositivi di frontiera, questo scenario diventa ancora più dinamico e, allo stesso tempo, più vulnerabile. L’Internet of Things (IoT) e la Operational Technology (OT) si fondono, generando nuove superfici d’attacco che mettono a rischio la sicurezza industriale e la continuità operativa delle organizzazioni.

In questo approfondimento analizzeremo cosa distingue IoT e OT, quali rischi comportano, come l’Edge AI cambia la natura delle minacce e quali strategie di difesa dalla segmentazione di rete al monitoraggio continuo possono realmente mitigare il rischio.

Inoltre, includeremo un esempio pratico in Python per la scoperta di dispositivi IoT in rete (network scanning e fingerprinting) e vedremo come una corretta collaborazione tra team IT e OT possa costruire un perimetro di sicurezza realmente resiliente.

Cos’è l’Internet of Things (IoT)

Il termine Internet of Things indica la rete di dispositivi intelligenti capaci di comunicare tra loro e con servizi cloud senza intervento umano diretto. Ogni oggetto è dotato di sensori, connettività e capacità di elaborazione, e genera continuamente dati ambientali, operativi o di comportamento che vengono analizzati per migliorare efficienza, automazione e controllo.

Esempi tipici di dispositivi IoT includono:

  • sistemi di videosorveglianza IP,
  • termostati e sensori ambientali,
  • dispositivi wearable,
  • smart TV,
  • sistemi di domotica e building automation,
  • dispositivi medicali connessi,
  • sensori di produzione industriale.

Nel contesto aziendale, questi dispositivi rappresentano una miniera di informazioni, ma anche un vettore d’attacco formidabile se non correttamente configurati e protetti.

Il problema nasce dal fatto che molti di essi sono progettati per la funzionalità, non per la sicurezza: hanno firmware vulnerabili, password di default, porte aperte e aggiornamenti rari o inesistenti.

Cos’è la Operational Technology (OT)

La Operational Technology si riferisce all’insieme di hardware e software che controllano processi fisici all’interno di un impianto o infrastruttura industriale. Comprende sistemi SCADA, PLC, DCS, sensori di campo, robotica e controllori.

A differenza dell’IT, che gestisce dati e processi informatici, l’OT gestisce processi fisici reali: temperatura, pressione, motori, valvole, turbine, linee di produzione, reti elettriche e sistemi idrici.

Fino a pochi anni fa, i sistemi OT erano isolati (“air-gapped”), ma la convergenza IT/OT li ha collegati a Internet e alle reti aziendali per motivi di monitoraggio remoto, automazione e analisi dati. Questa interconnessione, tuttavia, ha aperto la porta agli attacchi informatici, trasformando la sicurezza OT in una priorità nazionale.

Differenza tra IoT e OT

Sebbene spesso usati come sinonimi, IoT e OT si distinguono per:

  • Ambito
    L’IoT copre dispositivi consumer e aziendali, l’OT riguarda infrastrutture industriali.
  • Obiettivi
    L’IoT punta all’efficienza e alla raccolta dati, l’OT alla continuità operativa.
  • Rischio
    Un attacco IoT può compromettere dati, ma un attacco OT può fermare un impianto o causare danni fisici.
  • Aggiornamenti
    I dispositivi IoT spesso si aggiornano automaticamente; gli asset OT, invece, richiedono patch manuali o programmate.

Nella pratica, la convergenza tra questi due mondi genera una superficie di attacco ibrida, dove un dispositivo IoT compromesso può diventare una porta d’ingresso verso l’OT.

Le principali vulnerabilità della sicurezza IoT e OT

Gli attacchi informatici a dispositivi IoT e OT sono cresciuti in modo esponenziale. Secondo i report di Kaspersky e Check Point, nel 2025 oltre il 40% degli attacchi industriali è passato attraverso dispositivi IoT compromessi.

1. Firmware vulnerabili e mancati aggiornamenti

Molti dispositivi utilizzano firmware proprietari non aggiornati. Gli aggressori sfruttano vulnerabilità note (CVE) per eseguire exploit remoti, prendere il controllo del dispositivo o usarlo come parte di una botnet (es. Mirai, Mozi, Dark Nexus).

2. Credenziali deboli o di default

L’uso di credenziali standard come admin/admin o 123456 è ancora diffusissimo. I bot automatizzati eseguono brute-force o dictionary attack su larga scala, compromettendo migliaia di dispositivi.

3. Mancata segmentazione di rete

Spesso i dispositivi IoT e OT sono connessi alla stessa rete delle postazioni aziendali. Ciò consente un facile movimento laterale agli attaccanti una volta compromesso un singolo nodo.

4. Protocolli non sicuri

Molti dispositivi usano protocolli come Modbus, DNP3, MQTT o CoAP senza cifratura. Ciò permette sniffing, man-in-the-middle e injection.

5. Assenza di autenticazione forte

In numerosi ambienti industriali, i dispositivi non implementano MFA o sistemi di autenticazione basati su certificati, rendendo l’accesso remoto vulnerabile.

6. Visibilità limitata

Le aziende spesso non conoscono il numero esatto di dispositivi connessi alla propria rete. La mancanza di mappatura degli asset OT e IoT è la radice di molti incidenti di sicurezza.

L’era dell’Edge AI: intelligenza distribuita e nuove minacce

L’Edge AI rappresenta un’evoluzione naturale dell’IoT: invece di inviare tutti i dati al cloud, i dispositivi eseguono inferenze di intelligenza artificiale localmente.
Esempi pratici:

  • telecamere con riconoscimento facciale in edge,
  • sensori industriali che eseguono predictive maintenance,
  • droni che analizzano immagini in tempo reale,
  • veicoli autonomi che prendono decisioni localmente.

Tuttavia, la potenza dell’AI locale implica nuovi vettori d’attacco:

  • manipolazione dei modelli AI (“model poisoning”),
  • data tampering nei dataset locali,
  • compromissione del firmware AI,
  • sfruttamento delle API Edge per ottenere accesso remoto.

Un attacco a un nodo Edge AI può compromettere simultaneamente la sicurezza dei dati e l’integrità dei modelli, influenzando decisioni operative automatiche.

Immagina un impianto che regola la temperatura di un reattore industriale tramite un algoritmo locale: un attacco al modello potrebbe falsare le letture dei sensori, causando un danno fisico.

Esempio pratico: Scansione di rete per dispositivi IoT

Un primo passo nella protezione della rete è sapere cosa è connesso. Il seguente esempio mostra come eseguire una scansione di rete per identificare dispositivi IoT e analizzarne l’impronta digitale (fingerprinting) con Python e la libreria scapy.

# Esempio di script Python per individuare dispositivi IoT in rete

# Richiede: pip install scapy

from scapy.all import ARP, Ether, srp

def discover_iot_devices(target_ip):

    """Scansione ARP per scoprire dispositivi IoT nella rete"""

    print(f"Scansione rete: {target_ip}")

    arp = ARP(pdst=target_ip)

    ether = Ether(dst="ff:ff:ff:ff:ff:ff")

    packet = ether / arp

    result = srp(packet, timeout=2, verbose=False)[0]

    devices = []

    for sent, received in result:

        devices.append({'ip': received.psrc, 'mac': received.hwsrc})

    print("Dispositivi trovati:")

    for device in devices:

        print(f"IP: {device['ip']} - MAC: {device['mac']}")

    return devices

if __name__ == "__main__":

    subnet = "192.168.1.0/24"

    iot_devices = discover_iot_devices(subnet)

Questo script esegue una scansione ARP sulla subnet locale, elencando gli indirizzi IP e MAC dei dispositivi.

L’analisi dei MAC address consente anche di identificare i produttori, distinguendo tra dispositivi consumer, industriali o sconosciuti.

Strategie di difesa e mitigazione

La sicurezza IoT e OT richiede un approccio multilivello, che integri policy, tecnologia e governance.

1. Network Segmentation

Creare zone di rete dedicate per dispositivi IoT/OT, isolate dal core IT.
Implementare VLAN, firewall microsegmentati e zone di demilitarizzazione (DMZ) industriali.

2. Aggiornamento Firmware

Definire un ciclo di patch management dedicato ai dispositivi embedded, testando gli aggiornamenti in sandbox prima della produzione.

3. Monitoraggio Continuo

Utilizzare sistemi di threat hunting per intercettare comportamenti anomali (es. traffico in uscita inusuale, comunicazioni verso IP esterni).

4. Autenticazione e Access Control

Implementare MFA, certificati digitali e criteri di least privilege.
Limitare gli accessi remoti e usare VPN sicure per la manutenzione.

5. Inventory e Asset Management

Mantenere un inventario costantemente aggiornato di tutti i dispositivi IoT/OT, includendo firmware, protocolli e fornitori.

6. Analisi comportamentale

Usare sistemi di machine learning per analizzare flussi di rete e rilevare anomalie indicative di compromissione.

7. Collaborazione IT/OT

Favorire una governance congiunta tra i reparti IT e OT, con protocolli di risposta condivisi e formazione incrociata.

Caso reale: l’attacco a una rete OT tramite dispositivo IoT

Nel 2023, una compagnia manifatturiera europea subì un grave incidente di sicurezza: un semplice sensore ambientale IoT compromesso da malware Mirai aprì la strada a un attacco ransomware che colpì i PLC di produzione.

L’attaccante, dopo aver violato il sensore tramite credenziali predefinite, si mosse lateralmente verso la rete OT, infettando i server SCADA. L’impianto rimase fermo per 48 ore, con una perdita stimata di 1,5 milioni di euro.

Questo caso dimostra come anche un dispositivo periferico non critico possa rappresentare un punto di ingresso devastante se la rete non è segmentata e monitorata.

Best practice per ambienti industriali

  • Mappare gli asset OT
    Ogni dispositivo deve essere identificato e classificato.
  • Applicare il principio di separazione funzionale tra IT e OT.
  • Gestire gli aggiornamenti in finestra di manutenzione controllata.
  • Adottare standard internazionali come IEC 62443 e NIST SP 800-82.
  • Effettuare penetration test periodici e valutazioni di rischio.
  • Implementare soluzioni di anomaly detection specifiche per ambienti industriali.
  • Backup offline e disaster recovery per garantire resilienza.

Conclusione

Nell’era dell’Edge AI, la sicurezza IoT e OT non è più un tema marginale ma un imperativo strategico. La convergenza tra mondo fisico e digitale, tra sensori e algoritmi, tra cloud e edge, genera un ecosistema potente ma fragile.

Proteggere le infrastrutture industriali richiede un cambio di paradigma: non più sicurezza perimetrale, ma sicurezza distribuita, visibile, predittiva e adattiva.

Solo attraverso una visione olistica fatta di monitoraggio continuo, segmentazione intelligente, governance IT/OT e consapevolezza del rischio le organizzazioni potranno affrontare la complessità del futuro digitale in modo resiliente.


Domande e risposte

  1. Cos’è la sicurezza IoT?
    È l’insieme di tecniche e pratiche per proteggere dispositivi connessi e reti IoT da attacchi informatici.
  2. Cosa si intende per sicurezza OT?
    La protezione dei sistemi operativi industriali come PLC e SCADA da minacce cyber e fisiche.
  3. Cosa distingue IoT da OT?
    L’IoT gestisce dati digitali, l’OT governa processi fisici. Entrambi oggi condividono reti ibride.
  4. Cos’è l’Edge AI?
    È l’intelligenza artificiale eseguita localmente sui dispositivi, senza inviare tutti i dati al cloud.
  5. Quali sono le principali minacce IoT?
    Firmware obsoleti, credenziali deboli, protocolli insicuri e mancanza di segmentazione.
  6. Come proteggere i dispositivi IoT aziendali?
    Segmentando la rete, aggiornando i firmware e applicando controlli di accesso forti.
  7. Cosa succede se un device IoT viene compromesso?
    Può diventare un punto d’ingresso per attacchi a tutta la rete, inclusa la parte OT.
  8. Cos’è il model poisoning nell’Edge AI?
    È la manipolazione malevola di un modello AI locale per alterare i risultati.
  9. Che ruolo ha la collaborazione IT/OT?
    È essenziale per coordinare difese, incident response e aggiornamenti sicuri.
  10. Qual è il futuro della sicurezza IoT/OT?
    Sistemi predittivi basati su AI, standard comuni e maggiore integrazione tra tecnologia e governance.
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